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TEMPORARY BLOG

PERCHÈ SONO UN TEMPORARY MANAGER E NON UN CONSULENTE? (da “Il Turnaround Temporary Manager”)

Il Modello Italia Sull’esempio di nazioni quali USA, UK e Olanda, anche in Italia negli ultimi anni si è delineata la figura del Temporary Manager. In un mercato del lavoro che ha imboccato la strada della flessibilità, il lavoro in affitto non riguarda solo operai e impiegati ma anche direttori generali, amministratori delegati, CFO, Buyer, Operation Manager, Sales & Marketing Manager, ecc. La figura del “dirigente o executive manager a tempo”, messo a disposizione da società quali Manager a Tempo Srl di Padova (www.asflearning.it) , sta entrando sempre più all’interno delle aziende che vogliono alzare il livello di competitività, gestire progetti di crescita, cambiamento organizzativo o di turnaround, coprire vuoti manageriali temporanei dovuti a passaggi generazionali o dimissioni del management precedente. Il contratto di un Temporary Manager normalmente va dai 6 mesi ai 3 anni.

La definizione di Temporary Manager In Europa si utilizzano parole diverse per individuare il Temporary Manager: interim manager, manager protempore, dirigente in affitto, manager a tempo. Ognuna di queste in realtà si rifanno alla stesso concetto, ossia l’affidamento temporaneo di un’impresa o parte di essa a manager altamente qualificati allo scopo di:

  1. Alzare il livello delle competenze all’interno
  2. Intervenire per realizzare progetti di crescita e di sviluppo di nuovi business
  3. Risolvere momenti critici dell’impresa obbligata ad avviare un turnaround o un cambiamento organizzativo

In tutti questi casi vengono formalizzate al Temporary Manager le cd. deleghe o poteri necessari ad intervenire con efficacia all’interno dell’organizzazione aziendale.

La differenza tra un Temporary Manager e un Consulente Esistono in Italia ancora molte difficoltà nel capire quali sono le differenze tra un Temporary Manager e un Consulente. Molti si limitano a distinguere il Temporary Manager come colui che gestisce e fa le cose, a differenza invece del Consulente che indirizza e consiglia. Ritengo che tale affermazione sia banale e troppo superficiale. Vi è un elemento differenziante che chiarisce in modo netto il ruolo del Temporary Manager dal Consulente: Il Temporary Manager dispone di deleghe e poteri, il Consulente invece no. Al di là dell’aspetto contrattuale, il Temporary Manager si differenzia sostanzialmente dal Consulente per i poteri che ha ricevuto e per le deleghe assunte nell’esercitare le sue capacità decisionali. La sua funzione è di incidere immediatamente in quanto ha tutti i poteri necessari per farlo. Tale esercizio di potere non è funzionale solo all’organizzazione e agli obiettivi che gli sono stati posti ma anche alla sua figura di “imprenditore di se stesso”, la quale potrà accrescere solo se sarà in grado si portare a termine con successo le missioni affidategli.

 

Da “Il Turnaround Temporary Manager” di Marco Zampieri

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Autore: Marco Zampieri
Pubblicato il 30 / 01 / 19
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