In Digital Trasformation, Leadership

Tra 5 anni oltre il 40% delle competenze risulterà superata e molti manager saranno considerati come obsoleti. Siamo testimoni di un periodo storico di grandi trasformazioni e discontinuità che impongono un cambiamento radicale del modello di management. In questo processo di trasformazione dobbiamo capire come accompagnare e facilitare lo sviluppo delle nuove competenze altrimenti il rischio è di non essere in grado di guidare il cambiamento. I manager devono ritornare ad emozionarsi di fronte al futuro e riappropriarsi dell’attitudine alla curiosità.


Oramai le teorie di Henri Feyol della prima metà del 1900 che limitavano il manager a 5 attività quali pianificazione, organizzazione, staffing, direzione e controllo non valgono più. Questi metodi potevano essere efficaci in situazione di mercato stabile dove gli obiettivi non erano influenzati da fattori esogeni.

Nell’era della digital trasformation e dell’intelligenza artificiale, il manager è costretto ad evolvere e a generare nuove competenze per sé e per la sua azienda.

Il ritmo incalzante dell’arena competitiva e della diffusione delle nuove tecnologie spingono il manager ad un grande impegno per creare e alimentare percorsi di diffusione delle competenze altrimenti c’è il rischio di perdere il treno dell’innovazione.

Quali sono le opzioni che il manager deve subito attivare per rimanere al passo con l’era della digital trasformation e non perdere così il ruolo di leader?

  • Capacità di attrarre i talenti

Alla base del successo di un’azienda vi è la capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti. Se il manager del futuro desidera aprire l’azienda all’innovazione non può non iniziare dalle persone le quali, indipendenti dall’età, devono essere aperte al cambiamento, alla sfida e alla creatività.

  • Disponibilità all’apprendimento

Le persone sono connesse con dispositivi digitali e hanno accesso a migliaia di informazioni. L’intelligenza artificiale, la robotica, l’automazione e le tecnologie mobili rappresentano la chiave di successo di molte aziende. Il manager deve essere disposto ad apprendere continuamente mettendo ormai da parte le competenze che conosceva. Non si tratta più di dirigere persone con la formula del comando e controllo. Ora la sfida è coinvolgere le persone ad aprirsi all’apprendimento per fare la differenza nel mercato del futuro. I manager, come i suoi collaboratori, non sono più due realtà distinte ma anzi devono far evolvere assieme il know-how, il quale assume un valore “irrinunciabile” se orientato alla formazione continua e alla ricerca e sviluppo di nuove pratiche.

  • Diffondere il potenziale

Il manager che delega solo al suo ristretto team di collaboratori è ormai superato. Rappresenta una cultura che limita lo sviluppo delle capacità decisionali e del pensiero creativo.

Le aziende oggi hanno bisogno di manager che sappiano diffondere a tutti i collaboratori l’entusiasmo di poter esprimere il loro potenziale. Tutti devono essere consapevoli della fiducia riposta.

  • Contaminare

Pensare di decidere strategicamente confinati alla propria scrivania porta inevitabilmente a perdere il contatto con il mondo che evolve.

Oggi la sfida è ampliare la propria visione del mondo perché altrimenti non si trovano soluzioni o idee innovative. Il confronto con i propri collaboratori, la condivisione delle esperienze, l’organizzazione di feedback continui con piccoli gruppi di lavoro, porta inevitabilmente il manager ad analizzare situazioni e problemi sotto una prospettiva diversa.

La nuova frontiera del management nell’era della digital trasformation è incentivare gli scambi e le idee tra persone che hanno esperienze diverse con lo scopo di condividere soluzioni e obiettivi.

  • Innovare anche quando non necessario

L’efficienza per un manager è il frutto di processi, procedure e sistemi oliati nel tempo e che l’organizzazione ha fatto propri.

Definita una performance accettabile, i manager incoraggiano normalmente la rispetto degli standard al fine di avere una situazione stabile nel tempo.

Tale mentalità non è più accettabile. Il manager che si pone questo schema mentale è legato a dei vecchi paradigmi. L’innovazione richiede un’efficienza incrementale tale per cui non è possibile porsi dei limiti. E’ opportuno rompere gli schemi per vedere la soluzione alternativa che potrebbe migliorare ulteriormente l’efficienza.

Il manager del futuro che vuole guidare l’onda dell’innovazione deve saper creare efficienza anche quando l’azienda va bene. Fermarsi quando tutto va bene è un paradigma mentale che il manager non può più permettersi.

  • Creare le sfide

Risolvere problemi e gestire l’emergenza non possono più rientrare nell’approccio del management moderno. Il manager oggi oltre a superare le sfide deve essere in grado anche di crearle. Il suo compito è di incentivare e diffondere con l’esempio una mentalità curiosa, innovativa, pronta al cambiamento veloce. Alla base c’è la voglia di imparare. Se il manager ha questo desiderio allora c’è l’opportunità di creare un clima dove ogni persona può emozionarsi di fronte alle novità e trovare piacere nel lavoro.

Satya Nadella, CEO di Microsoft, nel suo libro “Hit Refresch”, descrive bene il concetto di “Manager del Futuro”. Parlando del suo progetto Cloud, che ha permesso a Microsfot di uscire dalla profonda crisi createsi con la gestione di Steve Ballmer, lo descrive così: “Un (manager) Leader deve saper cogliere le occasioni che gli arrivano dall’esterno e capire le potenzialità e la cultura che stanno all’interno dell’azienda (oltre a tutto ciò che intercorre tra di esse). Una volta fatto, deve imparare ad agire di conseguenza, prima che diventino banali elementi di senso comune. E’ una forma d’arte, non una scienza. Un vero (manager) Leader non è infallibile, ma la sua media di battuta influenzerà quanto a lungo rimarrà nel business”.

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