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Internazionalizzare una Pmi Agroalimentare? Non sottovalutare la Logistica!

Ora come non mai è fondamentale incrementare le esportazioni anche per le PMI dell’Agroalimentare, sviluppando nuovi mercati anche al di fuori dall’UE. Lo è ancora di più cercare di essere presenti con il proprio brand per cogliere da protagonisti le nuove opportunità che possono generarsi.

Vista la situazione economica particolarmente complessa, sempre più aziende italiane sono alla ricerca di nuovi mercati. Per farlo ci sono aspetti commerciali e di marketing che sono imprescindibili, come una corretta conoscenza delle normative, dei gusti, dei trend di mercato, degli strumenti tramite cui comunicare il proprio brand. Qui vorrei concentrarmi, però, su una questione che risulta meno lampante… un po’ sotterranea, e di cui si rischia di perdere l’importanza. La logistica.

Per capirne l’importanza basta formulare la seguente domanda: “È utile gestire le spedizioni con puntualità, sicurezza e condizioni economiche vantaggiose?”

Per poter rispondere positivamente bisogna creare, alla base, una struttura logistica perfetta ed efficiente. Segue poi un’attenta gestione della documentazione di viaggio e della documentazione tecnica dei prodotti; aspetto che non è solo importante, ma fondamentale per snellire i processi, evitando cancellazioni e perdite.

Per entrare nei mercati extra UE, qual è anche il Regno Unito per esempio, i prodotti alimentari devono soddisfare requisiti generali di sicurezza alimentare (produzione, preparazione, confezionamento, etichettatura) seguendo regolamenti specifici che variano da un Paese all’altro e da una classe merceologica all’altra. Ogni paese destinatario può imporre requisiti sanitari ai quali ci si deve adeguare. Essere pronti alle diverse richieste richiede una competenza alla flessibilità e alla capacità di affrontare rapidamente esigenze non uniformi.

Per gestire questa disomogeneità è necessario acquisire familiarità con tutte le legislazioni a cui il prodotto alimentare può essere soggetto da mercato a mercato.

Non farlo può decretare uno svantaggio commerciale facilmente percepibile. Difatti, tenere i prodotti nei depositi doganali comporta una notevole perdita di tempo e di denaro per l’importatore. Se poi i prodotti sono freschi o deperibili aumentano le complicazioni e le difficoltà.

Il famoso “last mile delivery” è decisivo per esportare prodotti agroalimentari. Non prepararsi a questo può risultare letale ed invalidare sforzi ed investimenti commerciali.

 

Fabio Antoniazzi
Temporary Manager Professionista in Export
Processo di Internazionalizzazione | Direttore Commerciale | General manager/CEO
fabio.antoniazzi@manageratempo.com

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Autore: Erika
Pubblicato il 06 / 04 / 21

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