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IL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE (da “Il Turnaround Temporary Manager”)

Il Piano di ristrutturazione (o risanamento) è il documento redatto dal Management dove si formalizzano tutte le scelte strategiche e le attività che si desidera mettere in atto per poter uscire dalla crisi. Esso è il frutto di attente valutazioni che hanno saputo bilanciare tutti gli interessi in gioco escludendo per ora ipotesi alternative quali la cessione o fusione con altre realtà aziendali. Ma vediamo nel concreto quali sono i punti che caratterizzano un piano di ristrutturazione:

1.Le fasi All’inizio il team incaricato al risanamento aziendale ha a disposizione molte informazioni e dati di mercato per capire e approfondire al meglio quali possono essere le strategie utili per uscire dalla crisi e ricreare equilibrio economico-finanziario. In alcuni casi è necessario reperire le informazioni e cercare di capire quali scenari si potrebbero aprire se si segue una direzione piuttosto che un’altra. In questa fase la creatività dei manager coinvolti e la specializzazione delle competenze rappresentate è massima. Si tratta in sostanza di elaborare delle idee che, considerando le poche risorse disponibili, consentano all’azienda di riportarsi in un porto sicuro e di iniziare a produrre nuovamente valore. Il lavoro di analisi si concentra normalmente in queste aree tematiche:

  • Analisi sul mercato di riferimento dell’azienda oggetto del risanamento;
  • Analisi sui prodotti/servizi e sul modo in cui vengono recepiti dal mercato;
  • Analisi sulla ricerca e sviluppo del prodotto/servizio in modo da capire se sono opportuni interventi di rinnovamento dei prodotti o se siamo in alcuni casi nella fase terminale del ciclo di vita del prodotto;
  • Analisi sulla struttura organizzativa con l’obiettivo di verificare se la nuova organizzazione è coerente e adatta in termini di risorse e competenze alle nuove esigenze di risanamento dell’impresa.

Al termine di questo processo il team di lavoro ha tutti gli elementi e informazioni per formulare il piano di ristrutturazione. Esso diventerà il riferimento per tutti gli attori interni coinvolti chiamati ad operare per il bene aziendale, e per gli attori esterni che valuteranno il piano in funzione degli interessi in gioco.

2. Gli obiettivi L’obiettivo supremo nel redigere un piano di ristrutturazione consiste nel salvaguardare il ruolo economico e sociale dell’impresa. SI tratta in sostanza di riportare l’azienda in equilibrio economico-finanziario-patrimoniale e di ristabilire un rapporto positivo e costruttivo tra tutte le rappresentanze sociali presenti sul territori.

3. La struttura Il documento di turnaround necessita di una struttura definita con un buon livello di dettaglio delle azioni da intraprendere e dei tempi utili per la loro realizzazione. In senso lato possiamo distinguere due livelli su cui si articola un piano di ristrutturazione:

  • Piano strategico, dove si riassumono a livello generale le strategie e le attività operative che si intendono adottare in un arco temporale che solitamente va dai 3 ai 5 anni;
  • Piano settoriale, dove si definiscono in dettaglio le azioni da intraprendere o i cambiamenti atti a favorire per ogni singolo reparto la ripresa dalla crisi. Si tratta di identificare le aree di debolezza, i costi eccessivi da eliminare o ottimizzare, il piano operativo di chi deve intervenire nei tempi definiti in coerenza con il piano strategico

In senso stretto invece la struttura di un piano di ristrutturazione si presenta con questo indice:

  1. Obiettivo del Piano
  2. Profilo dell’azienda: storia, proprietà, mercato, clienti, competitors, prodotti, bilanci precedenti
  3. Risultati attesi dal turnaround
  4. Piano strategico e proiezioni economiche-finanziarie con arco temporale di 3 anni
  5. Piano di risanamento finanziario e identificazione del fabbisogno finanziario per il superamento della crisi
  6. Diagnosi dell’azienda e SWOT sul mercato di riferimento
  7. Strategie di turnaround attivate

4. Il feedback Il piano di risanamento deve prevedere anche dei momenti di verifica dei risultati attesi sia all’interno del team di lavoro sia tra il management e gli Stakeholder. Questa fase risulta fondamentale per generare quel clima di fiducia ed entusiasmo che presuppone fin dall’inizio il successo dell’intera operazione di turnaround.

 

Da “Il Turnaround Temporary Manager” di Marco Zampieri

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Autore: Marco Zampieri
Pubblicato il 10 / 01 / 19
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