Temporary blog

Il Cambiamento, un cammino SMART necessario alla crescita

Affrontare il cambiamento in ambito aziendale è una sfida spesso complessa, ma necessaria e fondamentale.
Il change management non è infatti un approccio lineare e fluido, piuttosto deve considerare vari aspetti della vita aziendale e saperli gestire.

 

Conoscere le persone per progettare il cambiamento

La storia delle persone ha un impatto molto importate sulla possibilità o meno di poter cambiare le cose. Da dove si parte, con chi, da quanti anni è in azienda, qual è la sua storia personale, quali sono stati i passaggi di leadership e cosa hanno lasciato in eredità.
Portare le persone al cambiamento significa capire lo stato motivazionale e quindi da dove si parte a piantare il seme del cambiamento. In questo modo è possibile capire la marginalità di cambio, chi è più aperto di altri, chi ormai è usurato dalle emozioni vissute nel tempo e disincantato da ogni aspettativa.

 

Mappare la struttura del cambiamento aziendale

Per esperienza personale ritengo che in questi importanti momenti di cambio ci siano dei valori fondamentali, dei principi da mettere in atto per mappare da una parte la situazione di partenza e cominciare a scrivere dall’altra la futura crescita. Ecco alcuni punti da considerare:

  • l’analisi di ciò che è e di ciò che è stato;
  • la dinamica sistemica dell’organizzazione, l’interazione e la comunicazione tra le persone;
  • l’organizzazione e quanto ruoli e responsabilità siano chiari e condivisi, così come gli obiettivi a medio e lungo termine generali e personali;
  • la struttura degli incontri individuali, il livello di propensione all’ascolto, la capacità generare empatia e fiducia;
  • la ri-definizione delle priorità, di chi ne sarà l’owner e la valutazione dell’engagement;
  • la condivisione formale e l’action plan pianificato: follow-up, feedback, controllo e il ritmo.

 

I fattori determinanti: l’engagement e il mindset aziendali

Uno degli aspetti più sfidanti è l’engagement. Sono le persone che definiscono lo stato di salute dell’azienda: se queste sono in forze e piene di energia si va lontano, se stanche e piene di blocchi si arranca.
Spesso quando entro in processi di change in azienda mi confronto con persone disincantate, che non collaborano tra di loro e spesso accade perché fino a prima non esisteva una leadership solida, obiettivi chiari e processi e strumenti a supporto.

Costruire un rapporto umano nel team, creare dialogo e incentivare il confronto è una delle prime fasi che metto in atto per cominciare ad allenare una mentalità fluida al cambiamento. La fiducia nell’altro aiuta a mettersi insieme, ad aprire il pensiero e trovare alternative a soluzioni ancora non testate, evitando conflitti e di conseguenza chiusura.

Il mindset, le emozioni e le abitudini sono alla base del cambiamento. Le organizzazioni sono fatte di persone e quindi sono sempre e prima di tutto loro che vanno curate e motivate, che devono capire perché si deve cambiare e dove le porterà nella loro crescita anche personale.

 

Come si incentiva il cambiamento?

Il cambiamento è un allenamento: riformattare le abitudini non avviene in un giorno, ma si compie con il coinvolgimento e la fiducia che poniamo nell’altro, incentivandolo a prendersi la responsabilità di una parte del viaggio. È necessario stimolare le persone a sentirsi gli attori principali, curiosi e motivati a provare e vedere nuove prospettive, entrare a far parte di nuove esperienze e scenari di business.

Il dialogo, lo scambio, l’ascolto, il feedback sono strumenti fondamentali nei primi passi che riguardano i processi di cambiamento, in quanto pongono la persona al centro. Attraverso momenti dedicati, dove si mette a disposizione un tempo qualitativo, si porta la persona e poi il team a concentrarsi sui punti aperti, sulla condivisione di ciò che è stato fatto e anche di ciò che può bloccare.
Uso spesso strumenti di coaching che aiutano a far emergere potenzialità inesplorate fino a prima, a generare commitment e engagement, perché nasce autoconsapevolezza, autodeterminazione e relativi action plans. Un’altra attività che aiuta il cambiamento è mettersi nei panni dell’altro attraverso attività di Team-Building e JobSwopping.
Da tutto questo emerge un aspetto essenziale nei progetti di change management: l’entusiasmo! Non c’è cambiamento senza propensione alla scoperta, al volersi sorprendere del nuovo. L’entusiasmo diventa, così, un asset fondamentale per il cambiamento.

Ad esso si aggiungono poi l’identificazione di processi sistemici e il lavoro di squadra attraverso un metodo SMART (Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Realistico e definito un Tempo preciso).

Infine, sono necessari l’identificazione di strumenti che interagiscano con la sistematicità del processo e infrastrutture efficienti che ottimizzino il tempo e le energie dei vari reparti. In questa fase è sicuramente importante avere chiari gli investimenti e identificare il project leader che possa attivarne il testing e l’implementazione nel più breve tempo possibile.

 

Il cambiamento deve essere un progetto condiviso

Il cambiamento avviene se tutta l’organizzazione si concede di analizzare, comprendere e comunicare obiettivi e risultati del cambiamento. È fondamentale creare un approccio al cambiamento continuo, aperto al confronto e alla misurazione, individuare il ritmo e non mollare mai la presa.
Questo avviene se tutta la leadership si concede una disciplina alla gestione dei calendari, con riunioni di follow-up/feedback/action plans chiari e organizza meeting strutturati con le persone che possono impattare al cambiamento, come i leaders e gli stakeholders chiave. Così la ritmicità definita permette di procedere in modo fluido e controllato, diventando una “formazione facendo”.

Il cambiamento è possibile se accompagnato dalla capacità di coordinarne il processo, testarlo, modificarlo dove necessario, tenere il ritmo, rispettare le tempistiche e identificare gli alleati per costruire fiducia e cultura, tutti aspetti sfidanti e cruciali da perseguire.

 

Chiara Ronzani
Temporay Manager Professionista specializzata nell’Area Change Management
chiara.ronzani@manageratempo.com

Condividi l'articolo
Autore: Chiara Ronzani
Pubblicato il 13 / 07 / 22

Iscriviti alla
newsletter

Rimani sempre aggiornato sul mondo del Temporary Management!
Ricevi gratuitamente tutte le News, Eventi, Convegni, Video, Articoli e Case Histories

Consenso Privacy

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi