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GLI INTERVENTI D’URGENZA PRIMA DEL PIANO DI RISTRUTTURAZIONE (da “Il Turnaround Temporary Manager”)

Quando la crisi aziendale è evidente, dopo aver misurato la sua gravità e valutato tutte le sue complicazioni in termini anche di fallimento, liquidazione o cessione della stessa vi può essere un’ultima “chance”: l’intervento di ristrutturazione. Tale operazione si dimostra essere molto complessa e dai risvolti diversi a seconda dei casi e delle caratteristiche dell’azienda. Vi sono tuttavia delle misure d’urgenza comuni che vengono messe in atto prima del piano di ristrutturazione:

1. Ricreare un clima di fiducia La non conoscenza dei fatti e della situazione di emergenza in corso genera paura e timore da parte di tutti gli Stakeholder che gravitano attorno all’azienda. Indurre quest’ultimi a nuova collaborazione e al sostengo per superare il momento di crisi porta il management all’uso della comunicazione come strumento per diffondere conoscenza sullo “status quo”. Il compito del management è perciò abbassare quanto più possibile il livello di paura cercando di ricreare un clima di fiducia tale per cui tutte le conoscenze e competenze in campo possano spingere positivamente verso l’uscita dalla crisi. La risposta che più di tutte riesce a dare un segnale in tal senso è senza dubbio un’inversione di tendenza dei dati del nostro conto economico. Riportare in positivo la gestione caratteristica, alleggerire la cassa dagli oneri finanziari accumulati, introdurre misure atte a ottimizzare i costi fissi rappresentano dei segnali forti che inevitabilmente portano un clima di fiducia, di collaborazione e sostengo al piano di risanamento messo in atto.

2. Cambio assetto proprietario Il rinnovo della Governance aziendale rappresenta un altro intervento preliminare per dare una svolta e un segnale di cambiamento chiaro a tutti gli Stakeholder. La fiducia nella Proprietà è stata minata dalla sua incapacità e dai limiti emersi nella gestione d’impresa. Il cambiamento apre a nuovi attori in grado portare risorse finanziarie e idee nuove, oltre a ricreare un clima di entusiasmo e partecipazione.

3. Rinnovo del management Insediata la nuova Proprietà, un altro intervento preliminare urgente è il cambio del management che si è reso complice, agli occhi degli Stakeholder, e palesemente colpevole della situazione di crisi createsi. E’ visto come un segnale forte anche se in alcuni casi il management ha subito le decisioni strategiche volute dalla Proprietà. Bisogna porre attenzione però che molti dirigenti detengono competenze e conoscenze strategiche per la buona riuscita del piano di risanamento. E’opportuno anche distinguere tra “management inerziale”, ossia coloro che spingono per il mantenimento del loro status all’interno dell’organizzazione a scapito degli interessi della collettività, e “management del cambiamento” che al contrario premono per un rinnovo e una valorizzazione delle risorse manageriali in funzione della motivazione, della fedeltà e delle competenze messe a disposizione fino a quel momento.

4. La Due Diligence Un altro intervento preliminare è l’indagine conoscitiva dell’azienda generalmente portato a termine da consulenti esterni. Tale analisi non è importante solo per capire lo stato di solidità economico-finanziaria dell’azienda, ma diventa anche un documento per consentire operazioni straordinarie come fusioni o cessioni. Potenziali acquirenti possono cosi utilizzare il documento di due diligence in quanto vi è una valutazione complessiva dell’azienda:

  • analisi economico finanziaria (Conto Economico, Stato Patrimoniale, Cash Flow)
  • analisi immobiliare (inventario dei beni immobili dell’azienda)
  • analisi commerciale (struttura di vendita, canali di distribuzione e posizionamento)
  • analisi organizzativa (struttura organizzativa e coerenza delle risorse umane)
  • analisi patrimoniale (individuazione degli asset strategici quali brevetti, marchi e beni mobili)

 

Da “Il Turnaround Temporary Manager” di Marco Zampieri

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Autore: Marco Zampieri
Pubblicato il 20 / 12 / 18
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