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Blog Marcello Anelli

Errori, ritardi e sprechi in Magazzino: da problema a vantaggio competitivo.

Il magazzino non è più, come in passato, l’ultimo posto dove un’azienda cerca inefficienze. Le aziende hanno una sempre maggiore consapevolezza della parte logistica che non funziona, ma spesso senza sapere come e dove agire. Ottimizzare, ma come? È proprio in magazzino che si nascondono alcuni dei costi più pesanti: ordini sbagliati, merce introvabile, spazio occupato da stock che non ruota, personale in sovrannumero una settimana e insufficiente quella dopo. Soprattutto in ambito 3PL (Third Party Logistics, “logistica conto terzi”), dove si lavora per conto di terzi e ogni errore ha un nome e un cognome, questi problemi sono rischi concreti per la relazione con il cliente. Decine e decine di aziende vorrebbero cambiare il partner logistico.

La buona notizia è che nella maggior parte dei casi si tratta di problemi risolvibili, spesso senza grandi investimenti tecnologici. Bastano metodo, misura e la volontà di guardare le cose con occhi nuovi; senza negare che siamo nell’era delle automazioni e dell’AI, ma che vanno implementate solo se la base è già buona.

I tre nemici silenziosi

Gli errori nel magazzino 3PL raramente nascono dalla distrazione di una singola persona. Nascono da processi mal disegnati: locazioni non codificate, procedure di ricevimento approssimative, istruzioni di prelievo ambigue. Il risultato è la spedizione sbagliata, il potenziale reso del cliente finale, il costo della rilavorazione e, soprattutto, la perdita di fiducia da parte del committente.

I ritardi sono il sintomo più visibile. La merce non parte in tempo, le finestre di consegna vengono mancate, i corrieri aspettano. Ma il ritardo che si vede alla baia di spedizione ha le sue radici ben prima: ricevimento merci lento, ondate di liste di prelievo mal pianificate, picchi di lavoro che nessuno aveva previsto con sufficiente anticipo.

Gli sprechi sono i più subdoli. Si nascondono nei movimenti inutili degli operatori, nei percorsi di prelievo non ottimizzati, nello spazio occupato da merce ferma da mesi. Ma lo spreco più costoso, quello che pochi calcolano davvero, è quello del personale: avere troppi operatori nei momenti di bassa intensità e troppo pochi nei picchi non è solo un problema di costi, è un segnale che il processo non è sotto controllo.

Perché succede?

La risposta onesta è che i problemi di magazzino quasi mai dipendono dalle persone. Dipendono da processi che non sono mai stati davvero progettati, ma che si sono formati nel tempo, per accumulo di abitudini e aggiustamenti improvvisati. MAI improvvisare in logistica!

In un contesto 3PL questo fenomeno si amplifica: quando arriva un nuovo cliente, si adatta il magazzino esistente invece di ridisegnarlo. Quando i volumi crescono, si aggiungono persone (e con numeri a caso) invece di rivedere il flusso. Quando qualcosa va storto, si cerca il colpevole invece della causa.

Il problema aggiuntivo è che chi lavora ogni giorno dentro quelle quattro mura spesso non riesce più a vedere le inefficienze in quanto sono diventate parte dell’operatività quotidiana. Serve uno sguardo esterno, con esperienza e senza condizionamenti.

Le strategie concrete

  1. Misurare la produttività per capire davvero quante persone servono

Una delle difficoltà più comuni nei magazzini (non solo 3PL, ma in generale) é dimensionare correttamente il personale. Si lavora spesso per sensazione: troppi operatori nelle giornate leggere, troppo pochi nei picchi. La soluzione non é complicata ma richiede di fare una cosa che in pochi fanno con rigore, cioè stabilire la produttività oraria standard per ciascuna attività.

Un carrellista ha una produttività misurabile in bancali movimentati per ora (22/23 bancali all’ora nella maggior parte dei magazzini). Un addetto al picking si misura in cartoni o colli per ora. Una volta definiti questi parametri, e non é un lavoro lungo perché richiede qualche giornata di rilevazione, il manager di turno ha in mano uno strumento semplice: sa quante ore/lavoro servono per evadere le merci in una giornata e può pianificare di conseguenza. I costi del personale, che in una 3PL rappresentano spesso il 60-70% dei costi operativi, diventano gestibili e prevedibili. È pura matematica.

  1. Scegliere i KPI giusti e usarli davvero

Molte aziende misurano tutto o non misurano niente. Nel magazzino 3PL, i KPI che contano davvero non devono essere a decine: accuratezza delle spedizioni, puntualità delle consegne, produttività per operatore, costo per unità movimentata, livello di saturazione dello spazio. E non vanno controllati una volta al mese “per vedere come siamo andati”, bensì ogni giorno, discussi con il team e collegati a decisioni concrete. Non possiamo accorgerci il mese successivo di aver mantenuto una media di 80 cartoni/ora a fronte di una richiesta di 95.

Il vero scopo dei KPI è di trasformare qualunque magazzino in un processo governabile.

  1. Riprogettare layout, logiche di stoccaggio e di prelievo

Il layout di un magazzino non è eterno, ma spesso viene trattato come tale. La posizione della merce, i percorsi di prelievo, la suddivisione delle aree, l’indice di rotazione dei prodotti… tutto questo ha un impatto diretto e potentissimo (nel bene e nel male) sulla produttività. Un cliente distributore di libri, con cui ho lavorato direttamente, gestiva le operazioni con 80 persone. Dopo una revisione del layout e una riprogettazione delle strategie di immagazzinamento e prelievo nel WMS, senza cambiare il sistema ma solo utilizzandolo meglio, il magazzino girava con 40 operatori. Stessi volumi, metà delle persone, meno errori, inventario più accurato. E clienti finali molto più soddisfatti.

É il risultato di aver guardato i flussi con metodo e aver smesso di fare le cose “come si sono sempre fatte”.

Da Problema a Vantaggio Competitivo

Un magazzino 3PL efficiente non è solo un costo sotto controllo. È un potente argomento commerciale. Quando riesci a garantire al committente accuratezza sopra al 98%, puntualità costante e flessibilità nei picchi, stai offrendo qualcosa che molti competitor non riescono a dare.

I clienti finali oggi non perdonano gli errori di consegna. E i committenti scelgono i loro partner logistici sempre di più sulla base dell’affidabilità operativa. Trasformare il magazzino da fonte di problemi a leva di servizio è uno degli investimenti con il ritorno più rapido che un’azienda possa fare. Fatto questo, allora sì che possiamo iniziare a discutere di automazioni.

Il contributo di uno sguardo esterno

Intervenire su un magazzino dall’interno é difficile. Chi ci lavora ogni giorno ha le competenze operative, ma spesso manca del tempo e della distanza (anche emotiva) necessari per vedere il quadro completo. Un Temporary Manager porta esattamente questo: esperienza su contesti diversi, capacità di diagnosi rapida e la libertà di dire le cose come stanno, senza abitudini consolidate da rispettare.

I risultati, quando il metodo é quello giusto, arrivano in tempi molto più brevi di quanto si pensi e restano.

Marcello Anelli

Network Partner Manager a Tempo® | Lombardia
Temporary Manager specializzato nell’area Logistica 

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