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TEMPORARY BLOG

COME UNA PMI POTREBBE VIVERE BENE CON UN TEMPORARY MANAGER, E VICEVERSA.

(DA “IL TURNAROUND TEMPORARY MANAGER” DI MARCO ZAMPIERI)

Le PMI a differenza delle grandi aziende incontrano notevoli difficoltà nell’attivare percorsi di crescita o di turnaround in quanto al loro interno non hanno le competenze necessarie per gestire progetti complessi e che richiedono forti accelerazioni sollecitate spesso dal mercato.

L’inserimento di competenze manageriali “a tempo” in grado di imprimere un approccio concreto e al tempo stesso fornire stabilità al progetto rappresenta per le PMI una risorsa strategica fondamentale in quanto rappresenta la soluzione ideale per chi ha bisogno di managerialità e costi contenuti finalizzati all’obiettivo da raggiungere.

Il vantaggio di avere un Temporary Manager evita alla PMI di appesantire la struttura con figure dirigenziali che oltre a creare problemi di costo sul lungo periodo potrebbero rompere degli equilibri interni con il management esistente.

L’imprenditore e i suoi stretti collaboratori molte volte non digeriscono una figura di manager esterno soprattutto quando si tratta di riconoscergli delle deleghe. Esistono però molti altri casi dove l’imprenditore percepisce che se vuole fare il “salto” ha bisogno di nuove competenze che un “manager a tempo” può introdurre all’interno dell’organizzazione.

Le PMI quando decidono di inserire un Temporary Manager devono attivare alcuni accorgimenti:

  1. Comunicare con la massima trasparenza il perché si è scelto di inserire un Temporary Manager. Diventa perciò fondamentale che tutta l’organizzazione interna conosca il progetto, gli obiettivi, i poteri o deleghe che sono state affidate al manager;
  2. Il Temporary Manager è anche coach, può portare nuove competenze e accrescere la cultura interna. È opportuno fin da subito individuare la squadra dei manager da affiancare al Temporary Manager;
  3. Il Temporary Manager deve sempre essere difeso dalla Proprietà. La sua immagine e la sua credibilità rappresentano un baluardo dietro al quale l’imprenditore spinge per il cambiamento e per raggiungere il successo del progetto. Questo vale ancora di più se il Temporary Manager è chiamato a fare da coach a qualche famigliare dell’imprenditore al fine di realizzare un ricambio generazionale dell’azienda:
  4. La Proprietà della PMI deve ritagliare dei momenti di confronto e feedback con il Temporary Manager e il suo team. L’organizzazione funzionale per aree specialistiche e la frenesia operativa tipica della PMI rischia di lasciare il manager esterno concentrato sul progetto senza avere quel giusto confronto anche con altre aree funzionali. La contaminazione di idee oltre a creare comunicazione diffusa sul progetto permette al Temporary Manager di indirizzare nella giusta direzione il raggiungimento dell’obiettivo.
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Autore: Marco Zampieri
Pubblicato il 06 / 03 / 19
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