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TEMPORARY BLOG

#8 HR DI FRONTIERA.
DI GIOVANI E MENO GIOVANI

Come HR conosciamo il dovere di adattarci ad approcci nuovi e differenti quando ci relazioniamo con i colleghi di società estere o culture diverse. Abbiamo imparato a convivere con il pragmatismo anglosassone e con la sfiancante analiticità indiana, con la teutonica certezza delle regole e con la cultura sociale relazionale e sindacale dei francesi.

I PIÙ GIOVANI

Spesso siamo, invece, spiazzati dalle difficoltà nell’instaurare una relazione efficace con i colleghi più giovani. Probabilmente è più facile per noi perdere il contatto empatico con i nostri figli che con colleghi lontani della nostra generazione.

LA RELAZIONE DI QUALITÀ

Qui, “in frontiera”, lavoro e convivo con giovani professionisti e ne osservo in modo accelerato i modelli di relazione, avvantaggiato da cento e più ore di vita in comune ogni settimana. Sto imparando che, per avere una relazione di qualità con manager più giovani, devo tenere presente alcuni aspetti che desidero condividere:

  • il loro livello di percezione della gerarchia (e dei suoi tempi di risposta) è molto basso e hanno, quindi, l’aspettativa di interagire informalmente a tutti i livelli e di ottenere risposte veloci;
  • l’umiltà è la caratteristica comune del linguaggio, meglio se condita con l'(auto)ironia: è più efficace rappresentarsi come la fallibile Bridget Jones che come il vincente Capitan America;
  • li rappresenta il racconto degli aneddoti e delle piccole cose alla Jane Austin, anche professionalmente: sono le behavioural competences applicate! La storia professionale e personale interessa solo chi l’ha vissuta ed enfatizza le distanze tra chi ha avuto opportunità in altri tempi e chi invece affronta il futuro con prospettive diverse;
  • il giudizio e la valutazione sugli altri, pur nell’era della (falsa) meritocrazia, è una intrusione non accettata, genera malessere e l’astenersene non è considerato una debolezza manageriale ma un valore.

Insomma, sto imparando che è necessario sgonfiare il petto dall’orgoglio del percorso compiuto, mettersi in ascolto, essere a disposizione, esimersi dal pre-giudizio e imparare un linguaggio diverso.
Mi sorge il dubbio che sia il segreto di una buona relazione con tutti. Buona Vita

 

Foto: l’accesso alla Valle del Panjshir (la terra dei cinque leoni) in Afghanistan.

 

Stefano Pozzi
Temporary Manager Professionista
Specializzato HR | Relazioni Industriali
Diritto del Lavoro | Change Management
stefano.pozzi@manageratempo.com

Foto di sfondo tratta da pexels.com

 

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Autore: Stefano Pozzi
Pubblicato il 07 / 12 / 21

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